le cinque di mattina

dalla finestra socchiusa filtra la città delle luci

ma Parigi non conosce il tuo splendore

non ancora

 

un’occhiata all’orologio

non sono le cinque di mattina ma fingo

nell’oscurità della stanza come quella dietro le mie palpebre

 

mi sveglio con un tuo bacio soffici labbra sulle nocche

buongiorno milady e sorrido come posso non farlo

pelliccia bianca occhioni azzurri naso nero ciao Lafayette

flebili note blu nell’aria come polline non viviamo senza musica

serro con forza gli occhi per non rischiare di aprirli

ti seguo in cucina affondo il naso nei tuoi capelli profumi di caffè

ti rubo un biscotto anche se sto per tornare a letto è al cacao

poi silenzio porti via con te il walking bass e Freddie King

a stasera torna a dormire copriti che prendi freddo

mi stringo nel piumone nel sogno mi abbracci ed esci

è buia la stanza come dietro le mie palpebre

il sole il freddo sole primaverile non è ancora sorto

non importa hai lasciato strascichi di luce oro scintille stelle

nelle impronte dei tuoi passi sul parquet fin sulla soglia

 

nel sogno e nella realtà

scivolo di nuovo nel sonno

mentre prometto a te che non ci sei

di svegliarmi sempre alle 5 di mattina

solo per te

2 pensieri su “le cinque di mattina

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